Trebisacce, cittadina di riferimento per l’Alto Jonio cosentino, poliedrica nei suoi servizi, si contraddistingue per una vocazione prevalentemente turistica. La particolare posizione geografica della cittadina, protetta alle spalle dal Monte Mostarico e accarezzata dal mare cristallino pluripremiato con il riconoscimento della bandiera blu, contribuisce ad un clima mite e allo stesso tempo favorisce la coltura di molti frutti come, ad esempio, il rinomato arancio biondo tardivo di Trebisacce dalle eccellenti proprietà organolettiche e conosciuto in tutta Italia.

Il centro storico (73 metri sul livello del mare) rappresenta il cuore pulsante di Trebisacce e risale all’epoca medievale, presumibilmente tra i secoli nono e decimo. Secondo alcuni studiosi, proprio dalla conformazione geografica del borgo antico proviene il nome di Trebisacce, corruzione di “Trapezakion”, termine greco che significa piccolo tavoliere posto sopra un’altura. La chiesa matrice, dedicata a San Nicola di Mira, è di fondazione bizantina e rimaneggiata nel corso dei secoli.

Al suo interno, tra le diverse opere, è conservato un interessante e pregevole Crocifisso ligneo del XV secolo, venuto fortuitamente alla luce dai locali sotterranei dall’edificio sacro durante i lavori di restauro del 1994. Dal bastione –definito il balcone dello Ionio– è possibile osservare un magnifico panorama che spazia dal golfo di Sibari fino ai monti della Sila greca e del Pollino, e godere di romantiche albe sul mare. Le mura di cinte furono costruite nel 1538 per difendersi dall’attacco dei Saraceni; un tempo esistevano quattro porte di accesso al borgo delle quali tuttora si conserva quella dell’Annunziata. Da questo luogo è possibile inoltrarsi nei caratteristici vicoli e visitare le cappelle, il Museo dell’arte Olearia della Cultura Contadina e tipici scorci, oppure percorrere una suggestiva scalinata che in pochi minuti permette di raggiungere la marina. L’abitato inferiore si è sviluppato tra la fine del XIX secolo e l’inizio di quello successivo, dopo la costruzione della linea ferroviaria.

Trebisacce fu uno dei primi centri calabresi a dotarsi di un lungomare, recentemente ammodernato e fiore all’occhiello della città grazie alle tante realtà enogastronomiche presenti e alle manifestazioni organizzate nel periodo estivo e non solo. Un’altra attrattiva, inoltre, è rappresentata dal pontile, una vera e propria passerella sul mare, anticamente attracco di imbarcazioni per le attività di pesca e di commercio. La costruzione di un approdo fu richiesta al Governo fin dal 1891 per gestire le diverse navi che sbarcavano nel litorale per le operazioni di carico e scarico, a dimostrazione del fermento che contraddistingueva Trebisacce in quegli anni. Le operazioni furono completate soltanto a ridosso della Prima guerra mondiale ma il pontile contribuirà non poco nella circolazione delle merci e nello sviluppo successivo del territorio dovuto anche alle attività industriali, come ad esempio la fabbrica di laterizi della quale tuttora si ammira l’iconica ciminiera o fornace. L’inclinazione marinara di Trebisacce ha permesso, nel corso dei secoli, la formazione di generazioni di pescatori e la costituzione di una notevole marineria. Alcune famiglie storiche di marinai permettono di tramandare questa attività e sovente è possibile ammirare operazioni preparatorie alla pesca e riti antichi sul lungomare, retaggi preziosi da custodire. Di conseguenza trae vantaggio anche l’offerta gastronomica con i piatti della tradizione che sfruttano il pesce fresco sempre disponibile.

I giardini di Trebisacce, ovvero gli agrumeti, rappresentano, invece, il polmone verde della cittadina, con una estensione di terreno di oltre 100 ettari. Da secoli gli agricoltori hanno curato questi giardini e tuttora il colpo d’occhio è incantevole; i percorsi interni consentono a chiunque di fare rilassanti passeggiate a stretto contatto con la natura e a pochi passi dal mare.
In un’altura, in località Broglio, si trova un importante insediamento protostorico che mostra testimonianze della media età del Bronzo (1700-1350 a. C.) – fu il primo a essere scoperto in Calabria nel 1978 – e tracce di presenze micenee grazie all’incontro di questi con le popolazioni autoctone. Dal 2015 è stato inaugurato il Parco Archeologico con varie testimonianze e ricostruzioni.
Mare e montagna a pochi passi, storia, folklore, enogastronomia, un clima meraviglioso, tanto verde e divertimento. Proposte diversificate a portata di mano che rendono Trebisacce una meta coinvolgente, ambita dai turisti in qualunque periodo dell’anno.

Tra i tanti riconoscimenti Trebisacce è stata selezionata tra i 10 comuni più belli d’Italia 2023 scelti dalla Camera di Commercio Italiana a Nizza.
Descrizione di Ludovico Noia – Storico dell’Arte
Sindaco di trebisacce Alex Aurelio
Leonardo Petrone Assessore al Turismo di Trebisacce (CS)